Numeri casuali e sicurezza informatica
Le password più usate nel 2018 secondo SplashData restano 123456 e password; sul fronte opposto i generatori di numeri veramente casuali (TRNG) puntano su rumore bianco e fisica quantistica.
Identità digitale e controllo degli accessi: autenticazione, password, MFA, gestione delle identità, firma elettronica, SPID, CIE, eIDAS e biometria.
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Le password più usate nel 2018 secondo SplashData restano 123456 e password; sul fronte opposto i generatori di numeri veramente casuali (TRNG) puntano su rumore bianco e fisica quantistica.
E-voting e sistemi indipendenti dal software secondo Rivest: esempi con VVPR, EBM, VVPAT e crittografia, e i casi italiani del referendum lombardo del 2017 e della piattaforma Rousseau.
Malfunzionamenti delle piattaforme di gara online: il T.A.R. Lombardia, con la sentenza 9 gennaio 2019, n. 40, ribadisce che i problemi tecnici non gravano sul concorrente e giustificano nuovi termini.
Autenticazione a fattori multipli, session hijacking, replay, man in the middle e phishing; codici OTP e token hardware con seed, e i loro limiti di costo, nel passaggio dalla password ai token U2F.
E-voting e indipendenza dal software secondo Rivest: la complessità dei sistemi DRE rende impossibile verificarne la correttezza, quindi si propone di verificare i risultati elettorali e non il sistema di voto.
Dalle password ai limiti dell’autenticazione: hash crittografici, riuso delle credenziali, linee guida NIST 2017 senza cambio periodico e Single Sign-On aziendale con il rischio del Single Point of Failure.
Analisi di un malware in formato PDF: dalla struttura del file al JavaScript offuscato e allo shellcode, con gli strumenti Origami e PeePDF su un file di 3540 byte e 15 oggetti.
Account privilegiati e data breach: prevenire il furto delle identità, autenticazione a più fattori, ispezione delle sessioni e analisi dei comportamenti, con il caso NotPetya del 2017.
Struttura di un file PDF: header, body con oggetti e stream, Cross-Reference Table e trailer, e come li elabora Adobe Reader. Prima parte di una serie sui documenti digitali come vettori di attacco.
Dematerializzazione nella PA secondo il CAD: l’art. 42, gli aggiornamenti del Codice dal 2006, il ruolo di firma digitale e PEC e le definizioni di documento informatico, domicilio e identità digitale.
Una soluzione naive per garantire la continuita di servizio agli sportelli quando il sistema centrale si guasta: una pagina html lato client che raccoglie i dati e li invia via email cifrata con OTP.
Il documento informatico ha pieno valore legale se garantisce la non ripudiabilità: D.P.R. 445 del 28 dicembre 2000, firma digitale, marcatempo, chiavi pubbliche e crittografia, con le ricadute per aziende e PA.
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