AgID e l’intelligenza artificiale nella PA: le Linee Guida per sviluppo e procurement chiudono la consultazione e aprono una nuova fase
La consultazione pubblica si è conclusa l’11 aprile 2026. Oggi AgID Academy organizza il webinar sull’Agentic AI. L’iter istituzionale verso l’adozione definitiva è ufficialmente aperto.
La funzione di indirizzo e supporto svolta dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) si esercita in maniera permanente e continuativa, come dimostra il percorso appena concluso: dal 12 marzo all’11 aprile 2026, le “Linee Guida per lo sviluppo di sistemi di Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione” e le “Linee Guida per il procurement di IA nella Pubblica Amministrazione”, adottate con la Determinazione n. 43 del 10 marzo 2026, sono state sottoposte a consultazione pubblica. Un ciclo di trenta giorni che ha coinvolto amministrazioni, operatori economici, ricercatori e cittadini in un processo partecipativo destinato a incidere concretamente sulle modalità con cui la PA italiana acquisterà e svilupperà sistemi di intelligenza artificiale nei prossimi anni.
Intelligenza artificiale nella PA – Il quadro normativo e istituzionale di riferimento
L’iniziativa si inserisce in una cornice normativa e strategica articolata su più livelli. Sul piano legislativo nazionale, la Legge 23 settembre 2025, n. 132 “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale”, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2025 ed entrata in vigore il 10 ottobre 2025, introduce la prima cornice normativa organica italiana dedicata all’IA. Secondo la comunicazione istituzionale di AgID, con questo provvedimento l’Italia è intervenuta “prima in Europa” nel campo della regolazione dell’intelligenza artificiale. La legge fonda la disciplina sui princìpi di un utilizzo antropocentrico, trasparente e sicuro della tecnologia, in conformità al Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act).
Sul piano tecnico-amministrativo, le Linee Guida sono state adottate seguendo la procedura prevista dall’articolo 71 del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD, D.Lgs. n. 82/2005), che attribuisce ad AgID il compito di emanare regole tecniche e di indirizzo per l’attuazione del CAD, previa consultazione pubblica. La stessa Legge 132/2025, all’articolo 20, designa AgID e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) quali autorità nazionali responsabili dell’attuazione della normativa italiana ed europea in materia di IA.
Il tutto si innesta coerentemente nella Strategia Italiana per l’Intelligenza Artificiale 2024-2026 e nel Piano Triennale per l’Informatica nella PA 2024-2026, adottato con DPCM 12 gennaio 2024, che individua nelle Linee Guida per lo sviluppo (CAP5.16) e per il procurement (CAP5.15) di applicazioni di IA obiettivi specifici a carico di AgID.
I due documenti: un quadro unitario per l’intero ciclo di vita dell’IA
La caratteristica più rilevante dell’impianto concettuale elaborato da AgID è la complementarità dei due documenti: non si tratta di strumenti separati, ma di parti di un percorso unitario che accompagna le amministrazioni lungo l’intero ciclo di vita dei sistemi di IA, dalla fase di progettazione fino alla gestione operativa e al monitoraggio nel tempo.
L’approccio si sviluppa in una sequenza logica ben definita: progettazione del sistema di IA, attraverso l’individuazione degli obiettivi e dei casi d’uso; definizione dell’architettura e dei requisiti tecnici, con riferimento allo stack tecnologico e ai livelli di autonomia del sistema; acquisizione delle soluzioni attraverso il procurement, mediante procedure di gara adeguate alla complessità delle tecnologie; gestione e monitoraggio nel sistema nel tempo, per verificarne prestazioni, affidabilità e conformità normativa.
Entrambi i documenti sono orientati da venti principi cardine che devono guidare lo sviluppo, l’acquisizione e la gestione dei sistemi di IA nella PA, e fanno riferimento esplicito all’AI Act europeo, costruendo un ponte operativo tra la regolazione comunitaria e le modalità concrete di adozione della tecnologia da parte delle amministrazioni italiane.
Le Linee Guida per lo sviluppo
Le Linee Guida per lo sviluppo dei sistemi di IA nella PA sono rivolte ai soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, del CAD, vale a dire pubbliche amministrazioni, società a controllo pubblico, società partecipate, gestori di servizi pubblici e organismi di diritto pubblico. Il documento è composto da un testo principale e da due allegati tecnici: il primo dedicato a termini e definizioni, il secondo alle metodologie di training, validazione e fine-tuning dei modelli, nonché all’utilizzo di tecniche come il Retrieval Augmented Generation (RAG).
Sul piano architetturale, le Linee Guida introducono elementi innovativi rispetto al quadro precedente. In particolare:
- la definizione dei livelli tecnologici dello stack di IA;
- l’individuazione dei livelli di autonomia dei sistemi di intelligenza artificiale;
- un’architettura logica di riferimento per i sistemi IA nella PA;
- l’uso delle personas nella progettazione di servizi pubblici basati sull’IA.
Quanto ai livelli di autonomia, il documento classifica le PA in quattro profili operativi: Operatore Base, che utilizza soluzioni preconfigurate con limitata personalizzazione; Operatore Avanzato, capace di adattare modelli esistenti a specifici contesti operativi; Operatore Esperto, che sviluppa e addestra modelli proprietari o open source; Operatore Controllore, responsabile della supervisione, dell’audit e della conformità dei sistemi.
Il documento si fonda su quattro principi fondamentali: sovranità tecnologica, neutralità hardware, sostenibilità energetica e centralità dell’uomo. L’obiettivo è evitare architetture monolitiche e situazioni di dipendenza tecnologica dai fornitori (cosiddetti lock-in), favorendo invece ecosistemi aperti e modulari.
Le Linee Guida AgID per il procurement
Le Linee Guida per il procurement di sistemi di IA nella PA partono da una constatazione fondamentale: l’adozione dell’intelligenza artificiale nella PA non può essere gestita con gli strumenti tradizionali degli appalti informatici. Le soluzioni basate su algoritmi e modelli di machine learning presentano caratteristiche peculiari: dipendono fortemente dalla qualità dei dati, richiedono aggiornamenti continui, comportano costi distribuiti lungo l’intero ciclo di vita e possono evolvere rapidamente nel tempo.
Il procurement viene quindi configurato non come una mera procedura amministrativa, ma come uno strumento strategico di governance dell’innovazione. Le decisioni di approvvigionamento vengono collegate a tre dimensioni fondamentali: tecnologica, relativa alle caratteristiche delle soluzioni; economica, relativa alla sostenibilità degli investimenti e al calcolo del costo complessivo del ciclo di vita (il cosiddetto LCOAI); organizzativa e contrattuale, necessaria per garantire controllo pubblico e adattabilità nel tempo.
Il documento, di circa 100 pagine nella versione sottoposta a consultazione, introduce strumenti e criteri operativi per rafforzare la capacità delle amministrazioni di progettare e gestire gare complesse. Tra questi figurano una struttura di capitolato articolata in dodici sezioni e clausole specifiche per la portabilità dei dati e le strategie di exit contrattuale. Il principio di trasparenza è declinato in termini operativi: la PA deve essere in grado di comprendere, descrivere e documentare il funzionamento complessivo del sistema almeno a livello architetturale, funzionale e decisionale.
La conferenza stampa del 12 marzo: le parole del Direttore Generale di AgID
I due documenti sono stati presentati in conferenza stampa il 12 marzo 2026, con la partecipazione del Direttore Generale di AgID, Mario Nobile, e gli interventi dei tecnici dell’Agenzia Fabio Massimi, Alessandra Pieroni e Giovanni Melardi.
Nelle parole dello stesso Nobile:
«I due documenti sulle linee guida sono ormai prossimi alla conclusione del percorso di adozione. I testi riguardano due aspetti complementari: da un lato lo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione, dall’altro il procurement, cioè le modalità con cui le amministrazioni potranno acquisire modelli e soluzioni di IA dal mercato. L’obiettivo di questo momento di confronto è fornire alcuni elementi aggiuntivi rispetto all’abstract inviato nei giorni scorsi e condividere quelli che riteniamo i punti più rilevanti delle linee guida.»
L’obiettivo dichiarato, ha precisato il Direttore Generale, non è solo favorire l’adozione di nuove tecnologie, ma costruire un linguaggio comune tra amministrazioni pubbliche e mercato, definendo standard tecnici, modelli economici e strumenti contrattuali che consentano alla PA di dialogare con i fornitori in modo più consapevole e strutturato.
La consultazione si chiude: i prossimi passaggi istituzionali
L’11 aprile 2026 si è concluso il periodo di consultazione pubblica. Attraverso la piattaforma Forum Italia, amministrazioni, imprese e cittadini hanno avuto la possibilità di inviare osservazioni, proposte di modifica e suggerimenti sia sul piano editoriale sia su quello tecnico. Tra i contributi pervenuti nella fase finale, si segnala quello dell’Osservatorio sulla IA per i Comuni Italiani di ANFoV, pubblicato il 10 aprile 2026.
Al termine della raccolta dei contributi, i documenti saranno aggiornati e trasmessi ad almeno tre soggetti istituzionali per i rispettivi pareri obbligatori: la Conferenza Unificata Stato-Regioni-Enti locali, il Garante per la protezione dei dati personali e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), che gestisce la procedura di notifica alla Commissione Europea. Solo al termine di questo iter le Linee Guida acquisiranno forza vincolante per tutte le PA.
Oggi, 13 aprile: AgID Academy sul tema dell’IA agentica
In stretta continuità con la chiusura della consultazione, AgID ha organizzato per oggi, lunedì 13 aprile 2026, dalle ore 15:30 alle 17:00, il webinar “Agentic AI: tra autonomia e responsabilità”, promosso da AgID Academy. L’evento è aperto a tutti e affronta uno dei nodi più critici per il futuro dell’IA nella PA: la transizione verso sistemi capaci non solo di rispondere a istruzioni, ma di pianificare e svolgere attività in modo autonomo, interagendo con applicazioni e servizi digitali per perseguire obiettivi complessi.
Il webinar è introdotto dallo stesso Direttore Generale Mario Nobile e moderato da Paola Liberace, Dirigente dell’Area Risorse Umane e Academy di AgID. Intervengono il Prof. Giuseppe Italiano, Prorettore per l’Artificial Intelligence e le Digital Skills e ordinario di Ingegneria Informatica presso la LUISS Guido Carli, e il Prof. Mario De Caro, titolare della Cattedra UNESCO “Ethics of Artificial Intelligence and Practical Wisdom” presso l’Università Roma Tre e Presidente della Society for the Ethics and Politics of AI (SEPAI).
Una parte centrale dell’incontro è dedicata alle implicazioni sul piano della responsabilità, all’importanza del controllo umano e alle sfide etiche che emergono inevitabilmente con l’adozione di sistemi capaci di prendere decisioni e agire in modo indipendente: temi che le Linee Guida appena chiuse in consultazione affrontano attraverso la classificazione dei livelli di autonomia dei sistemi di IA.
Il collegamento con la sicurezza informatica è diretto. Un’analisi del CERT-AgID, anch’essa pubblicata nelle ultime ore, evidenzia come un agente IA, se non correttamente interfacciato, possa inavvertitamente rivelare informazioni sensibili o eseguire errori progettuali presenti nel codice a cui è collegato. La sicurezza deve quindi essere considerata una componente integrante dell’architettura fin dall’inizio e non un elemento accessorio aggiunto a posteriori.
Il percorso verso una PA “agentica”: le sfide aperte
L’IA agentica rappresenta oggi uno dei fronti più delicati per le pubbliche amministrazioni. Come emerso anche in occasione del “Digital Experience FORUM PA” del 10 aprile scorso, la transizione verso sistemi capaci di agire in modo autonomo introduce sfide di sicurezza senza precedenti: dalla gestione del rischio di prompt injection alla governance degli accessi, dalla responsabilità decisionale alla verifica delle azioni eseguite da sistemi multi-agente.
Tra gli obiettivi dichiarati di AgID figura la creazione di un registro di soluzioni di IA adottate dalle PA, che favorisca il riuso e superi le logiche isolate di sperimentazione. Un approccio che richiama direttamente i principi di neutralità tecnologica e apertura degli ecosistemi già sanciti nelle Linee Guida in corso di adozione.
In sintesi: uno spartiacque per la PA digitale italiana
Il percorso avviato con la Determinazione n. 43/2026 segna un passaggio significativo nella maturazione del dibattito pubblico sull’intelligenza artificiale nella PA italiana. Non si tratta più soltanto di capire dove usare l’IA, ma di stabilire con quali regole, con quali limiti e con quali garanzie. Le Linee Guida AgID per lo sviluppo e il procurement delineano un quadro unitario che affronta in modo coordinato progettazione dei sistemi, acquisizione delle soluzioni, gestione e monitoraggio nel tempo, nel pieno rispetto dei principi di trasparenza, responsabilità e controllo umano sulle decisioni automatizzate.
L’iter istituzionale è ora aperto. Nei prossimi mesi si conoscerà l’esito delle valutazioni della Conferenza Unificata, del Garante Privacy e del MIMIT. Solo allora le Linee Guida diventeranno obbligatorie per tutte le amministrazioni pubbliche italiane, segnando un punto di non ritorno nel rapporto tra Stato e intelligenza artificiale.

