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Cyber security: il valore della protezione dei dati con BooleBox

Da una parte ci sono i numeri, che fanno registrare un trend in aumento, rispetto alla sottrazione di dati, alla manipolazione di e-mail a danno di piccole o grandi aziende. L’ultimo rapporto Clusit 2018 sulla sicurezza ICT parla di un miliardo di persone colpite, nel 2017, da attività di criminalità informatica, 500 miliardi di costi, oltre 35 milioni di eventi rilevati.

Dall’altra ci sono le cifre sugli investimenti per proteggere da potenziali attacchi le proprie aziende e i dati gestiti: secondo le stime elaborate dall’International Data Corporation le imprese italiane nel 2018 dovrebbero investire quasi 200 milioni di dollari nel settore.

Una parte di questi investimenti è sicuramente dovuta e guidata dalla General Data Protection Regulation (GDPR) adottata dalla Commissione Europea con l’intenzione di rafforzare e unificare la protezione dei dati personali dei propri cittadini e che sarà pienamente applicabile dal prossimo 25 maggio. Il regolamento prevede, per coloro che non dovessero adeguarsi alle prescrizioni contenute, sanzioni che potranno arrivare fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato dell’impresa. E questo aspetto, probabilmente, avrà spinto molti a considerare la protezione dei dati principalmente come un obbligo imposto, un costo da dover sostenere.

Ma la sicurezza dei dati gestiti da una impresa, piccola o grande che sia, l’integrità delle comunicazioni interne così come quelle verso l’esterno, in realtà, più che essere un costo è un valore aggiunto. Prevenire e bloccare attacchi informatici rende l’azienda, e il suo management, responsabili agli occhi di partner e clienti, con la conseguenza di essere considerati realmente affidabili come dirigenti e, nel complesso, come società.

Un attacco con sottrazione o manipolazione dei dati, infatti, ha ripercussioni dirette sulle finanze dell’azienda, rischia di rallentarne le attività, la competitività. Ma, più di altro, incide sulla credibilità e sull’immagine della società, sulla fiducia magari costruita in anni di rapporti e di lavoro. La credibilità è fondamentale per attrarre e mantenere clienti e una adeguata dotazione per proteggere i dati è semplicemente indispensabile.

Secondo alcune previsioni, entro il prossimo anno l’85% dei consumatori in Europa abbandonerà un servizio commerciale in seguito a una violazione dei dati personali mentre sono già noti i risultati dello studio “Making Europe Safer” realizzato dall’Istituto per la competitività (I-Com) secondo il quale nel 2017 gli attacchi definiti di “particolare gravità” sono stati il 7,33% in più rispetto all’anno precedente.

Inevitabile, quindi, che il ranking degli investimenti – che, a oggi, continua a vedere le risorse per l’information security poste in coda, tra le spese marginali e non fondamentali – debba essere, da molti, ancora ripensato. Magari senza grandi stravolgimenti, poiché avere posta elettronica protetta, scambi sicuri, pieno controllo dei dati, informazioni cifrate con interfacce estremamente semplici e di semplice utilizzo può non essere così complicato come a volte si immagina.

Boole Server, società italiana di soluzioni innovative per la protezione dei dati sensibili e riservati, ha realizzato BooleBox proprio per essere un partner tecnologico affidabile su cui poter contare per proteggere i contenuti e agevolare le compliance come quella del GDPR. BooleBox, disponibile sul mercato ben prima dell’introduzione della General Data Protection Regulation, è la piattaforma innovativa di condivisione dei file che, grazie alla cifratura di livello militare, è in grado di fornire all’utente il controllo assoluto sui dati personali e aziendali, impedendo qualsiasi forma di accesso non autorizzato a file ed e-mail. Non a caso è un prodotto attualmente distribuito in oltre 25 Paesi attraverso una rete di partner tecnologici in costante crescita ed è stato scelto dalle principali istituzioni dell’Unione Europea.

In particolare, grazie alla cifratura dei dati, BooleBox risponde al principio di integrità e riservatezza, nonché a quello della sicurezza del trattamento dei dati. La possibilità di dimostrare che il titolare, con la scelta di BooleBox, ha messo in atto una importante misura tecnica e organizzativa per garantire la sicurezza dei dati trattati è la risposta, invece, al principio di accountability sempre inserito nel GDPR. La capacità, fornita dalla piattaforma, di cancellare definitivamente ogni informazione dai sistemi senza alcuna possibilità di recupero è la risposta all’art. 17 dedicato al diritto all’oblio, così come viene pienamente rispettato il dettame sui registri delle attività di trattamento. Il rischio di violazione dei dati, infine, è notevolmente abbattuto, essendo tutti i dati sempre cifrati e quindi protetti anche in caso di diffusione non autorizzata.

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