VEX: separare le vulnerabilità che contano dal rumore della SBOM
VEX (Vulnerability Exploitability eXchange) dice quali vulnerabilità di un SBOM sono davvero sfruttabili: i quattro stati, le giustificazioni CISA e i formati CSAF, CycloneDX, OpenVEX.
VEX (Vulnerability Exploitability eXchange) dice quali vulnerabilità di un SBOM sono davvero sfruttabili: i quattro stati, le giustificazioni CISA e i formati CSAF, CycloneDX, OpenVEX.
sigstore rende la firma del software keyless: niente chiave da custodire, identità via OIDC e un registro pubblico a prova di manomissione. Cosign, Fulcio, Rekor e l’adozione.
Un attaccante ha manomesso gli script JavaScript di tre plugin WordPress di Awesome Motive (PushEngage, OptinMonster, TrustPulse) serviti via CDN, impiantando una backdoor invisibile alla dashboard e attivata solo per gli amministratori autenticati. Oltre 1,2 milioni di siti potenzialmente esposti: a cedere non è una vulnerabilità del sito, ma la fiducia in uno script di terze parti.
Slopsquatting: gli assistenti AI suggeriscono pacchetti che non esistono e gli attaccanti li registrano con codice malevolo. Cos’è, quanto è diffuso e come difendersi.
Intervento dell’Ing. Gianpaolo Zambonini Dirigente Superiore Ingegnere della Polizia di Stato, Direttore del Servizio per la Sicurezza Cibernetica del Ministero dell’Interno, alla 14ª Cyber Crime Conference, Auditorium della Tecnica, Roma, 7 maggio 2026 Una superficie d’attacco ampia e permanente L’ingegner Gianpaolo Zambonini, alla guida del Servizio per la Sicurezza Cibernetica del Ministero dell’Interno sin dalla sua…
Write-up dell’intervento di Nicola Mugnato, CTO e Co-Founder di Gyala, alla 14ª Cyber Crime Conference (Roma, Auditorium della Tecnica, 6-7 maggio 2026). Il 2026 e la fine del trust by default Nel 2026 la cybersecurity completa la propria evoluzione da disciplina difensiva a leva strategica per la resilienza di infrastrutture critiche e aziende. A spingere…
Dall’intervento di Francesco Schifilliti, Cyber Investigation & Threat Intelligence Advisor, alla 14ª Cyber Crime Conference (Roma, 6-7 maggio 2026) Negli ultimi cinque anni gli attacchi alla supply chain software sono cresciuti di circa il 400%, secondo una stima che incrocia i dati di Sonatype ed ENISA, e nello stesso periodo si è aperta una forbice…
Dall’intervento di Luca Bonora, Cybersecurity Evangelist di Cyberoo, alla 14ª Cyber Crime Conference (Roma, 6 maggio 2026) Stratificare soluzioni, accumulare dashboard, ampliare il perimetro tecnologico senza rivedere le priorità: è il rischio operativo che molte organizzazioni continuano a correre nel 2026, mentre la velocità degli attacchi si misura ormai in minuti e la superficie esposta…
Nella cybersecurity esiste una contraddizione che viene sistematicamente sottovalutata: quanto più un’organizzazione comunica, si promuove e si digitalizza, tanto più amplia involontariamente la propria superficie di attacco. Non attraverso falle nel codice o configurazioni errate, ma attraverso qualcosa di molto più ordinario: le informazioni pubblicamente disponibili su se stessa. OSINT offensivo: la ricognizione invisibile che…
C’è un paradosso al cuore della sicurezza informatica contemporanea: le organizzazioni investono risorse crescenti per proteggere il proprio perimetro, ma continuano a subire violazioni che entrano da una porta laterale, quella dei fornitori. Il Third Party Risk Management (TPRM), ovvero la gestione strutturata dei rischi provenienti da terze parti, è diventato uno degli ambiti più…
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