Forum ICT Security 2026 – NIS2, agenti AI e infrastrutture critiche: due giornate tra responsabilità e incidenti reali
Il 18 e 19 novembre l’Auditorium della Tecnica di Roma ospita la 24ª edizione del Forum ICT Security. Traccia unica, ottocento partecipanti attesi, trenta interventi costruiti come un unico ragionamento.
Un agente di intelligenza artificiale legge un database aziendale, si collega a un servizio esterno e invia una comunicazione. Nessuno ha rubato credenziali, nessuno ha violato il perimetro: ogni singola operazione era autorizzata. Eppure, messe in fila, quelle operazioni hanno portato dati riservati fuori dall’azienda.
Chi ne risponde?
La domanda attraversa entrambe le giornate del Forum ICT Security 2026, e non è retorica. Dopo il recepimento della NIS2, approvare le misure di gestione del rischio è un obbligo personale dell’organo di amministrazione, e i primi procedimenti stanno arrivando.
Forum ICT Security 2026: una sola sala, un solo filo
Anche quest’anno la traccia è unica: nessuna sessione parallela, nessuna scelta da fare tra due interventi in contemporanea. Chi entra segue lo stesso percorso dall’inizio alla fine, e ogni intervento riprende il tema di quello precedente.
Prima giornata: dalla regola alla prova
Si apre con una tavola rotonda sui primi procedimenti avviati in applicazione della NIS2, moderata dall’avvocata Laura Liguori. Al tavolo Francesco Cajani, Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Milano; Donatella Curtotti, ordinaria di Diritto processuale penale a Foggia; Alessandra Michelini, amministratrice delegata e presidente di Telsy; Paola Rocco, Group Chief Security Officer. Un magistrato, una giurista, un vertice aziendale e chi la sicurezza la costruisce ogni giorno: quattro prospettive su cosa accade quando la responsabilità smette di essere teorica.
Fabio Roli, dell’Università di Genova, misura poi la distanza tra quello che la ricerca sa verificare oggi e quello che gli standard europei chiederanno di certificare domani. Gianni Amato del CERT-AgID spiega cosa cambia con la revisione di luglio del Model Context Protocol, il protocollo attraverso cui gli agenti usano strumenti e servizi esterni: nuove funzioni, e con esse nuovi modi di abusarne. Mario Trinchera, CISO di ABI Lab e coordinatore tecnico del CERTFin, usa i dati delle frodi bancarie per spiegare perché la formazione tradizionale non protegge da attacchi costruiti sulla singola vittima.
Il pomeriggio scende lungo le difese, uno strato alla volta. Mirko Lapi apre con una funzione aziendale che quasi nessuno ha ancora costruito: quella che riconosce la manipolazione informativa prima che arrivi alle decisioni. Giovanni Cherubin, di Microsoft, spiega perché quasi tutte le protezioni contro prompt injection e jailbreak sbagliano per costruzione, essendo fondate su classificatori che possono sempre essere ingannati, e ne presenta una di tipo diverso. Mario Cartia affronta il momento più esposto del ciclo di vita del dato, quello in cui viene elaborato su un’infrastruttura che l’azienda non controlla. Alberto Manfredi, presidente di Cloud Security Alliance Italy, presenta lo standard che intercetta le azioni di un agente prima che vengano eseguite. Roberto De Paolis racconta come si mette alla prova l’intelligenza artificiale dentro un grande gruppo industriale, simulando attacchi contro i propri sistemi.
Chiude Luciano Quartarone, vicepresidente di UNINFO, con la frase che riassume la giornata: l’operatività si delega, la responsabilità no.
Seconda giornata: dai fondali del Mediterraneo alla sala macchine
Il 19 novembre si apre sul Mediterraneo, con una tavola moderata da Paola Girdinio. Ci sono Luisa Franchina per le infrastrutture critiche e Matteo Paroli per l’autorità portuale del Mar Ligure Occidentale. Ci sono Elio Rubino di Elettra Tlc e Davide Taddei di Prysmian, cioè chi i cavi sottomarini li progetta, li posa e li ripara. E c’è Alessio Merlo, Direttore Accademico del Centro Alti Studi per la Difesa, che studia come si manipolano i radar delle navi. Al centro una domanda che non si scioglie in fretta: come si distingue un guasto da un sabotaggio?
Seguono la rete elettrica, che è insieme un bersaglio e una dipendenza da cui nessun altro settore può prescindere; lo spazio come nuovo perimetro della sicurezza italiana; e il Cyber Resilience Act, che dal 2026 impone requisiti obbligatori a chiunque venda prodotti con componenti digitali.
Il pomeriggio è il più concreto delle due giornate. Alessandro Brucato presenta i risultati di oltre ottocento attacchi condotti da dieci modelli di intelligenza artificiale contro un ambiente cloud reale, per misurare quanto velocemente arrivano al bersaglio. Fabrizio Baiardi e Vincenzo Sammartino mostrano come si simula un attacco su una copia digitale dell’infrastruttura, senza toccare i sistemi in produzione. Stefano Maccaglia ricostruisce un attacco ai controller di un impianto industriale che non registrava nulla, dove ritrovare le tracce somiglia più all’archeologia che all’analisi forense. Roberto Froio racconta un caso in cui il ransomware arriva fino ai backup: a quel punto il problema non è più recuperare i dati, ma stabilire quali sistemi siano ancora affidabili.
La giornata si sposta poi sulla sanità, con Stefano Scaramuzzino, CISO della ASL Roma 1, sulla continuità delle cure quando i sistemi si fermano. Dal reparto si passa al consiglio di amministrazione, con Selina Zipponi. Chiude Nicola Sotira, responsabile del CERT di Poste Italiane, sulla crittografia post-quantum: l’unico intervento dedicato a un problema che deve ancora arrivare, e che proprio per questo impone di muoversi adesso.
In sala ci sono CISO, responsabili di rischio e dirigenti, pubblici e privati, insieme a una presenza rilevante di forze dell’ordine e mondo della difesa.
La manifestazione ha un’applicazione web dedicata, accessibile con la semplice registrazione all’evento. Alcune funzioni si attivano al momento dell’accesso in sede: da lì si inviano le domande ai relatori dopo ogni sessione, si lascia un giudizio sui singoli interventi, si fissano incontri riservati e si scaricano i materiali al termine delle due giornate.
Le iscrizioni al Forum ICT Security 2026 sono aperte: https://eventi.ictsecuritymagazine.com/eventi/forum-ict-security-2026

