OT incident response: quando spegnere è più pericoloso dell’attacco
Nell’OT incident response contenere non vuol dire spegnere: la priorità è lo stato sicuro del processo, non fermare l’attaccante a ogni costo. Safe state, OT SOC e piano ICS.
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La service mesh security porta lo zero trust nel traffico tra i servizi: identità SPIFFE, mTLS e autorizzazione su ogni chiamata. Perché l’mTLS da solo non basta.
IEC 62443 è lo standard per la sicurezza OT: zone e condotti, livelli di sicurezza, sette requisiti fondamentali. Perché l’industria non è informatica e cosa cambia con NIS2.
sigstore rende la firma del software keyless: niente chiave da custodire, identità via OIDC e un registro pubblico a prova di manomissione. Cosign, Fulcio, Rekor e l’adozione.
La IaC security previene la configurazione errata, prima causa delle violazioni cloud, dove nasce: nel codice. Scansione, policy as code con OPA, drift e supply chain.
La DNS security difende il livello più usato e meno sorvegliato della rete: protective DNS, DNSSEC, DNS cifrato e il punto cieco del DoH. Perché conta e cosa fare.
L’ITDR sorveglia l’infrastruttura delle identità dove IAM ed EDR non arrivano: rileva furto di token, MFA bypass e attacchi ad Active Directory. Perché serve adesso.
Un attacco DDoS da 31,4 Tbps ha chiuso il 2025: contro botnet IoT di questa scala l’apparato perimetrale è finito. Anycast, scrubbing, layer 7 e piano di risposta.
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L’honeytoken è una trappola che genera allarmi ad altissima fedeltà: nessun utente legittimo tocca l’esca. Cyber deception, credenziali decoy e MITRE Engage.
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