DDoS: contro 31 Tbps non basta una scatola in sala server
Un attacco DDoS da 31,4 Tbps ha chiuso il 2025: contro botnet IoT di questa scala l’apparato perimetrale è finito. Anycast, scrubbing, layer 7 e piano di risposta.
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Questo articolo fa parte di una serie di approfondimenti dedicati alla sicurezza informatica in sanità, con l’obiettivo di analizzare il complesso rapporto tra trasformazione digitale, protezione dei dati personali e governance dei sistemi informativi sanitari. In particolare, il contributo esamina il quadro normativo europeo, con focus sul GDPR, e approfondisce il ruolo degli standard internazionali…
eBPF rende il kernel Linux programmabile e sposta lì la sicurezza a runtime: visibilità ed enforcement con Falco e Tetragon, ma anche rootkit invisibili.
Il prompt injection non è una falla da correggere: è l’architettura di una macchina per cui dire una cosa e farla sono lo stesso atto.
Cyber Resilience Act: dall’11 settembre 2026 scatta l’obbligo di segnalare vulnerabilità sfruttate e incidenti via la piattaforma ENISA. Analisi del rischio di un registro centralizzato e delle salvaguardie del testo finale.
Defused Cyber ha intercettato lo sfruttamento di tre vulnerabilità critiche e non autenticate in FortiSandbox. Il dettaglio che cambia il quadro: l’exploit per CVE-2026-25089 mostra segni di generazione tramite un modello di AI, ed è difettoso. Patch da verificare con urgenza.
L’honeytoken è una trappola che genera allarmi ad altissima fedeltà: nessun utente legittimo tocca l’esca. Cyber deception, credenziali decoy e MITRE Engage.
Il gruppo iraniano Handala (Void Manticore) rivendica la violazione di California Water Service: dump da 5 GB, vettore RTKBase, screenshot consegnati a Press TV. Non ransomware né estorsione, ma una operazione hack-and-leak di influenza nel quadro della guerra cyber Iran-USA-Israele.
La sovranità delle chiavi sembra il nuovo potere assoluto. È il contrario: un controllo che non può fare eccezione, e lo Stato non è più sovrano.
Interoperabilità DMA e sicurezza: il caso del nuovo Siri bloccato in UE mostra la tensione tra apertura forzata degli assistenti AI e protezione dei dati di un agente con accesso profondo al dispositivo.
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