Neurodiritti e metaverso: sfide e opportunità per la tutela dei diritti nell’era digitale
Questo terzo e conclusivo contributo dedicato al tema Neurotecnologia e mental health affronta le complesse implicazioni giuridiche ed etiche che emergono dall’applicazione delle neurotecnologie e del metaverso nel campo della salute mentale.
L’articolo esamina il concetto emergente di neurodiritti come nuova categoria di diritti umani destinata a proteggere l’integrità mentale, la privacy cognitiva e l’autonomia decisionale degli individui di fronte alle crescenti capacità delle neurotecnologie di penetrare e influenzare la sfera mentale.
Metaverso e convergenza tra digitale e analogico: verso i neurodiritti
Secondo alcuni, la nuova natura del Metaverso può fornire preziosi indizi per il futuro del diritto[1]. In sintesi, il Metaverso potrebbe essere considerato il risultato finale della piena integrazione tra la dimensione analogica e quella digitale.
Secondo Meta, «è un insieme di spazi virtuali in cui puoi creare ed esplorare con altre persone che non si trovano nel tuo stesso spazio fisico». Inoltre, può essere paragonato a un insieme di esperienze, ambienti e risorse virtuali. In questo senso, Metaverse può rappresentare, date le sue caratteristiche, il massimo risultato raggiunto fino ad oggi nei processi di convergenza dei media. Implica l’ibridazione di molti strumenti per fornire informazioni, consentendo l’utilizzo di un’unica interfaccia per tutti i servizi di informazione.
Tuttavia, gli esperti sottolineano gli esiti pericolosi di queste interfacce.
Dal punto di vista della convergenza dei media, emerge innanzitutto come un’interfaccia possa influenzare il comportamento degli individui (ad esempio i suggerimenti automatici di acquisto nelle piattaforme di e-commerce), con il terribile effetto di ostacolare il libero esercizio della volontà. Ogni fattore di questo tipo risulta cioè essere un fattore restrittivo della libertà di autodeterminazione. Allo stesso tempo, il diritto viene modellato da questo fenomeno, analogamente ad altri media. Possiamo intravedere la dissolvenza tra la sfera pubblica e quella privata, anche nella prospettiva dei modelli di governance globale.
Infatti, le modalità con cui le macchine (in quanto interfacce) sono impostate si rivelano decisive per la qualificazione dell’esperienza umana nell’infosfera. Riguarda inizialmente i rapporti tra privati, per poi assumere un ruolo centrale quando si arriva al discorso sulla sovranità.
A questo punto è possibile concludere che la creazione di neurodiritti nella nuova Costituzione cilena (2021) potrebbe apparire superflua. Ciononostante, questo tentativo dovrebbe essere lodato poiché costituisce una forma di attivismo legislativo volto a informare i futuri atti normativi[2].
Di conseguenza, lo status dei neurodiritti come diritti collettivi può contribuire a migliorare la protezione legale, in particolare alla luce dell’elevata contestualità dei danni alla privacy.
Sfide alla privacy e protezione dei dati nell’XR
Anche in tema di privacy le tecnologie metaversali sono un chiaro esempio della natura allo stesso tempo personale e collettiva delle preoccupazioni. Al fine di fondere insieme componenti virtuali e fisici o del ‘mondo reale’, le tecnologie XR in genere implicano la raccolta e l’uso di identificatori e misurazioni biometrici, il rilevamento della posizione in tempo reale e tecnologie di registrazione audio e video ‘sempre attive’ che creano informazioni dettagliate, mappe dal vivo e modelli di spazi o luoghi e registrano suoni ambientali.
Dal punto di vista di un individuo che utilizza la tecnologia, i dispositivi XR tendono a catturare informazioni sulla voce o sul tono vocale dell’individuo, sull’iride, sui movimenti e sullo sguardo della pupilla, sull’andatura e su altri movimenti del corpo, informazioni sulla posizione, informazioni e identificatori del dispositivo e altro ancora, sollevando ovvie preoccupazioni sulla privacy e sulla sicurezza dei dati raccolto su quell’individuo. Queste pratiche sollevano anche preoccupazioni sulla privacy personale e sulla sicurezza degli individui nella misura in cui queste tecnologie possono essere utilizzate per tracciarli e sorvegliarli[3].
Rispetto dignità umana, autonomia personale, autodeterminazione
In definitiva, le tecnologie XR sono, per definizione, progettate per alterare o estendere la realtà. In quanto tali, sono strumenti intrinsecamente potenti di manipolazione e discriminazione. A seconda della realtà a cui sono esposti gli individui, potrebbero essere persuasi, manipolati o costretti a compiere scelte, comportamenti o attività contrari ai propri interessi, e spesso inconsapevolmente.
Sebbene questo fenomeno esista già nel panorama dei media digitali e dell’informazione, ad esempio per quanto riguarda i sistemi algoritmici per la personalizzazione e il targeting comportamentale, l’XR e tecnologie simili potrebbero ulteriormente amplificare ed esacerbare il cosiddetto effetto filter bubble[4].
Inoltre, gli individui che vivono nello stesso spazio fisico possono sperimentare diverse versioni della ‘realtà’, a seconda del genere, della razza, dello stato socioeconomico e di altri attributi protetti o sensibili (e, potenzialmente, a seconda della loro capacità di pagare per le tecnologie XR più recenti o migliori).
In questo modo, tali tecnologie rappresentano una minaccia diretta ai valori dell’autonomia personale, della dignità umana, della scelta, del consenso e dell’autodeterminazione, valori che spesso sono alla base delle preoccupazioni sulla privacy e sono centrali per il funzionamento delle società democratiche[5].
Approccio basato sui diritti umani nel metaverso
Il Metaverso incarna il dilemma dei diritti umani inerente a molte tecnologie emergenti[6]. La tecnologia è moralmente neutrale, quindi come possiamo garantire che venga utilizzata per il bene e non per il male? Questo discorso si concentrerà su come sviluppare il metaverso per dare potere all’umanità e migliorare le nostre vite, evitando di diventare una distopia digitale[7] che facilita le violazioni dei diritti umani. Bisognerà garantire che i diritti umani siano posti al centro del metaverso e dare priorità alla progettazione e alla regolamentazione incentrate sui diritti umani.
Una riflessione illuminante sui dilemmi da affrontare proviene da una delle attività umane più riprovevoli, da ripudiare in termini assoluti, ma statisticamente assai frequente nella storia umana, purtroppo:
«un’affermazione logica che si può fare sugli ambiti della guerra è che, man mano che gli esseri umani hanno compiuto sviluppi tecnologici, hanno utilizzato questi sviluppi in nuovi modi sul campo di battaglia.(..) È interessante notare che i domini dei conflitti sono progrediti parallelamente (e spesso seguendo) il settore commerciale. In poche parole, se la tecnologia ha guidato l’evoluzione dei domini e il metaverso è la prossima grande novità, il dominio del metaverso sarà il prossimo? Se la tecnologia attuale continua ad emergere sulla sua traiettoria attuale e le persone vivono la loro vita nel metaverso, probabilmente la guerra potrebbe estendersi al metaverso come un nuovo dominio»[8].
Horribile dictu!
Conclusioni: il futuro dei neurodiritti nella realtà digitale
Il metaverso sta creando le fondamenta di una nuova realtà che combina la vita fisica degli atomi con quella digitale dei bit[9]. Non si tratta di un miglioramento incrementale, quanto di un cambio di passo. Il valore della convergenza tra fisico e digitale si sprigiona nella generazione di qualcosa di totalmente nuovo, come di una nuova era della ricerca scientifica. Le aziende leader nella tecnologia stanno in effetti riscrivendo il modo in cui funziona il mondo.
Questo mondo può ospitare sia benefici che danni, come previsto. Proprio come i social media hanno lati positivi e negativi, anche il metaverso ha lati positivi e negativi. L’hotspot è l’area di utilizzo[10].
In realtà separare l’hype e il rebranding del ‘meta..’ dalla realtà attuale è difficile, anche perché le Big Tech dipingono un quadro della natura trasformativa del metaverso[11] e di come avrà un impatto positivo sulle persone nel loro lavoro, nel tempo libero e nell’interazione sociale[12].
Di sicuro il metaverso digitale si collocherà tra i cambiamenti più importanti che l’umanità abbia mai sperimentato, perché probabilmente risulterà come un bivio nella storia. La capacità di vivere in più realtà contemporaneamente rappresenterà una rottura fondamentale nella natura più elementare delle nostre vite rispetto a quelle dei nostri antenati, una rottura che scatenerà la reazione adattiva della società in forme completamente nuove.
Il metaverso evolverà la nostra comprensione di cosa significhi essere un essere umano: «quando vivremo e creeremo tutti in mondi virtuali, ciò segnerà il primo vero passo dall’esistere come una persona in un mondo all’esistere in molti mondi come persona metaversale»[13].
Tanto che l’11 luglio 2023 la Commissione Europea ha adottato una nuova strategia sul Web 4.0 e «sui mondi virtuali per orientare la prossima transizione tecnologica e garantire un ambiente digitale aperto, sicuro, affidabile, giusto e inclusivo per i cittadini, le imprese e le pubbliche amministrazioni»[14].
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Fonti:
[1] P. Blandino, «The new Chilean Constitution and the bill on neurorights: new perspectives in Constitutional Law, regulation, and in the Metaverse», Diritti Comparati, 25/11/2021.
[2] Concordemente, «Il termine ‘neurodiritti’ è stato coniato dal giurista argentino Roberto Andorno e dal sottoscritto in una serie di articoli pubblicati tra il 2015 e il 2017 per descrivere la categoria emergente di quei diritti umani fondamentali relativi alla sfera mentale e neurocognitiva.Una nostra analisi comparativa su questo argomento ha concluso che le garanzie e le protezioni esistenti nei trattati internazionali e altri strumenti per i diritti umani potrebbero essere insufficienti per affrontare adeguatamente le specifiche sfide etiche e legali sollevate dai progressi dell’interfaccia cervello-macchina. Questo perché molti di questi trattati furono concepiti e adottati molto prima che le neurotecnologie diventassero realtà concreta» in M. Ienca, «Neurodiritti, quali nuove tutele per la sfera mentale: tutti i nodi etico-giuridici», Agenda Digitale, 18/03/ 2021.
[3] E.M RENIERIS, Beyond Data: Reclaiming Human Rights at the Dawn of the Metaverse, The MIT Press, Cambridge, Massachusetts 2023. ISBN 9780262373425, 142-143.
[4] «Meno noto con i termini italianizzati di filtro a bolle o bolla di filtraggio, il filter bubble è un effetto dei sistemi di personalizzazione dei risultati di ricerca web che registrano i comportamenti dell’utente. Fin qui, nulla di male. Ma questo sistema ha un “rovescio della medaglia” a tratti inquietante. Si, perché gli algoritmi che captano le preferenze di ricerca scelgono selettivamente, tra le varie risposte, quelle che “pensano” l’utente voglia vedere. E questo potrebbe esporre le persone ad una visione limitata del mondo, nettamente influenzata dagli algoritmi di ricerca» in A. Riccardi, «Filter Bubble: come funzionano e perché sono così preoccupanti», Mondo Media Magazine, 05/02/2023.
[5] E.M Renieris, «Beyond Data: Reclaiming Human Rights at the Dawn of the Metaverse», 143-144.
[6] L. J. Finlay, Closing Keynote – Putting Human Rights at the Heart of the Metaverse», Metaverse Safety Week, December 10, 2022.
[7] «La trasformazione digitale è la transizione del trasferimento di compiti cognitivi dal cervello umano al “cervello” digitale. Ciò si traduce nella trasformazione delle organizzazioni in entità più digitali, riducendo lo spazio al loro interno occupato dal pensiero umano. Questo è simile a quanto accaduto all’agricoltura durante la rivoluzione industriale» in M. Litterick, «Digital dystopia: is it fiction — or the future?», Business and Industry, November 22, 2022.
[8] A. Bazin, «The Metaverse: A New Domain of Warfare? », Small Wars Journal, 03/04/2022.
[9] P. Daugherty, M. Carrel-Billiard, M. Blitz, «When Atoms meet Bits. The foundations of our new reality», Accenture Technology Vision 2023, March 30, 2023.
[10] M. Damar, «Metaverse Shape of Your Life for Future: A bibliometric snapshot».
[11] Y.K. Dwivedi, L. Hughes, S. Ribeiro-Navarrete, M. Giannakis et al., «Metaverse beyond the hype: Multidisciplinary perspectives on emerging challenges, opportunities, and agenda for research, practice and policy», International Journal of Information Management, Volume 66, 2022, 102542, ISSN 0268-4012.
[12] Ad es., «il metaverso renderà anche il mondo fisico e reale che ci circonda più accessibile, emozionante e interattivo. Questo è un punto cruciale da comprendere: il metaverso non rivoluzionerà solo la nostra esperienza di vita online; cambierà il modo in cui vediamo e interagiamo con il mondo reale che ci circonda. Le esperienze nel mondo reale saranno più emozionanti grazie al metaverso. Che si tratti di scegliere una nuova vasca da bagno, di fare una passeggiata, di comprare vestiti o altro» in B. Marr, The future internet: how the metaverse, web 3.0, and blockchain will transform business and society. ISBN 9781119882909, Hoboken, NJ, Wiley, 2023, 17.
[13] H.Narula, Virtual Society: The Metaverse and the New Frontiers of Human Experience, ISBN 9780593239988, Currency, New York, 2022, 19.
[14] European Commission, «Towards the next technological transition: Commission presents EU strategy to lead on Web 4.0 and virtual worlds». Press Release | Publication 11 July 2023.

Da economista aziendale, ha maturato esperienze direzionali in gruppi industriali diversi per settori, dimensioni e caratteristiche. Specializzato in pianificazione strategica e controllo di gestione, finanza, risk e project management, sistemi di gestione e rendicontazione integrativi (sociale, ambientale e intangible assets), è stato relatore in convegni e seminari e pubblica articoli di economia, finanza, digital transformation, data governance, public health, compliance & regulatory affairs.
Ha seguito percorsi multidisciplinari su Design Thinking, Human-Computer Interaction, Data protection & Privacy, Digital Health & Therapeutics. Business angel, segue con attenzione il mondo delle Startup.
