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Incidenti di sicurezza nel settore sanitario

Nel 2015 quasi tre quarti degli incidenti di sicurezza nel settore sanitario hanno riguardato casi di perdita o sottrazione fisica di dati, uso improprio di privilegi da parte di insider ed errori di vari. Se la violazione dei dati avviene generalmente in un minuto o meno, l’individuazione di quest’ultima spesso richiede diversi mesi o più.

L’edizione 2016 del Data Breach Investigations Report (DBIR) mostra come la maggior parte degli incidenti di sicurezza possano essere classificati in una delle nove tipologie di violazioni. Solo tre di queste costituiscono il 73% di tutti gli incidenti di sicurezza nel settore sanitario.

Il furto fisico o la perdita dei dati rappresentano la maggior parte degli incidenti in questo settore (ben il 32% del totale). Questo può essere un problema maggiore per il mondo healthcare rispetto a tutti gli altri settori analizzati quest’anno. Scopriamo queste tipologie di minacce in modo più approfondito e come sia possibile migliorare i propri sistemi di difesa.

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Perdita e sottrazione fisica

Il furto fisico e la perdita degli asset può rappresentare un grave problema del settore sanitario, costituendo quasi un terzo di tutti gli incidenti di sicurezza.

Il furto fisico di dati è un problema costante ogni anno, in tutti i settori. Ma la quota di incidenti che riguarda il settore sanitario è più grande rispetto a qualunque altro settore presente nel dataset.

Tra gli asset rubati o persi rientrano laptop, computer fissi, dispositivi mobili, chiavette USB e documenti cartacei. Considerando tutti i settori, il furto di dati si verifica più comunemente all’interno dell’ambiente di lavoro della vittima (39%) o del veicolo personale del dipendente (34%). Nonostante questo, il rischio più grande in questa categoria deriva dalla perdita di asset da parte dei dipendenti – caso 100 volte più probabile del furto.

Qual è la soluzione?

  • Crittografare i dati: se i dispositivi rubati sono crittografati, è molto più difficile, per gli hacker, accedere ai dati;
  • Istruire il personale: sensibilizzare alla sicurezza la propria organizzazione è di fondamentale importanza, introducendo nella formazione continua dei dipendenti un’educazione alla sicurezza fisica dei beni.
  • Ridurre l’utilizzo di documenti stampati: limitare l’uso di stampanti, stabilire regole per la classificazione dei dati e procedere con la stesura di una policy riguardante le procedure di stampa e il trasporto dei dati sensibili.

Uso improprio di privilegi da parte di insider

Questa categoria costituisce il 23% degli incidenti di sicurezza nel settore sanitario presenti  nel DBIR 2016 (16% per tutti gli altri settori). Per il settore sanitario, è la causa principale di violazioni accertate che hanno comportato il furto dei dati.

L’uso improprio di privilegi da parte di insider avviene spesso per opera di dipendenti insoddisfatti o ex-dipendenti che usano le proprie credenziali di accesso per acquisire informazioni confidenziali, a scopo di lucro personale. Ma non mancano casi di collusione tra insider e terze parti, oltre all’uso improprio di privilegi da parte di business partner, come ad esempio vendor.

Qual è la soluzione?

  • Monitorare il comportamento degli utenti: mettere in atto processi di monitoraggio dell’uso quotidiano del sistema – in particolare di coloro che potrebbero trarre un vantaggio dall’accesso a dati come le informazioni sanitarie protette, dati personali o i dettagli dei conti finanziari.
  • Tracciare l’utilizzo di chiavette USB: non scoprire che un dipendente ha sottratto dei dati solo dopo che se n’è andato.

Conoscere i propri dati: per proteggere le informazioni, è necessario sapere quali dati si posseggono, dove sono archiviati e chi vi può accedere. Se possibile, potrebbe essere utile limitare l’accesso ai dati a coloro che ne hanno realmente bisogno e assicurarsi di aggiornare gli account degli utenti, in caso di dimissioni degli impiegati o cambiamento della posizione lavorativa.

Errori vari

Gli errori vari, infine, costituiscono il 18% del totale tra le diverse categorie di incidente.

Numerosi incidenti sono stati causati dall’invio di e-mail o documenti da parte dei dipendenti al destinatario sbagliato. Non mancano casi in cui un’informazione è stata divulgata per errore (public disclosure ad esempio).

L’eventuale perdita di dati dei pazienti o di altre informazioni sensibili potrebbe avere un impatto negativo nella relazione tra le aziende sanitarie e i propri pazienti, i partner e il pubblico.

L’errore umano non può mai essere completamente eliminato, ma nella maggior parte dei casi la probabilità che un errore si verifichi può essere notevolmente ridotta, utilizzando i giusti processi e controlli.

Qual è la soluzione?

  • Imparare dagli errori: stilare un elenco degli errori comuni e usarlo come materiale di training per incrementare la sensibilizzazione alla sicurezza.
  • Mappare gli errori: definire una mappa con gli errori più comuni. Grazie a queste informazioni, stabilire efficaci controlli per minimizzare la frequenza con cui questi errori si verificano e attenuare i danni quando accadono.
  • Implementare procedure di smaltimento accurate: nel momento in cui gli asset devono essere venduti o eliminati, è importante assicurarsi che ci sia una procedura documentata di rimozione dei dati sensibili.

grafico-2

Il settore sanitario è lento nel rilevare gli incidenti e le violazioni di sicurezza, là dove il dato è divulgato. Anche se il 56% degli incidenti è stato scoperto in qualche giorno, nel 39% dei casi ci sono voluti mesi per individuare la violazione. I sistemi sanitari sono stati compromessi nel giro di qualche minuto nel 63% dei casi. Questo permette agli hacker di avere molto tempo per la ricerca di dati sensibili – potenzialmente redditizi – di un paziente. La cosa peggiore è che nel 56% dei casi le violazioni accertate con sottrazione di dati sono state scoperte dopo mesi.

Per ulteriori dettagli: http://www.verizonenterprise.com/resources/reports/rp_2016-DBIR-Healthcare-Data-Security_en_xg.pdf

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