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Aggiornamento della ISO/IEC 29100 “Privacy framework”

A giugno 2018 è stata pubblicata una correzione (“Amendement 1: Clarifications”) della ISO/IEC 29100 dal titolo “Privacy framework”, lo standard internazionale che si propone come base per le ulteriori attività di normazione in materia di privacy.

La ISO/IEC 29100 fu pubblicata a dicembre 2011 e fino ad oggi è stata usata come base, ad esempio, per la ISO/IEC 29151 “Code of practice for personally identifiable information protection” e la ISO/IEC 27018 “Code of practice for protection of personally identifiable information (PII) in public clouds acting as PII processors”.

Nel prossimo paragrafo è descritta la struttura della ISO/IEC 29100 e in quello successivo si sintetizzano le correzioni apportate.

La struttura della ISO/IEC 29100

La ISO/IEC 29100 è uno standard molto breve, di 28 pagine.

Dopo la prefazione, l’introduzione e l’ambito di applicazione, il capitolo 2 riporta le definizioni, da adottare negli altri standard basati su questa stessa norma.

Il lettore italiano potrebbe trovare inutili queste definizioni, visto che la normativa europea (in particolare il GDPR) già le fornisce. Bisogna però ricordare che gli standard ISO e ISO/IEC hanno valore anche al di fuori dell’Europa e pertanto alcuni termini e alcune loro definizioni non sono uguali a quelli della normativa, anche se le corrispondenze sono facili da rilevare.

Due esempi eclatanti: la ISO/IEC 29100 non usa il termine “personal data”, ma “personally identifiable information (PII)”; non usa, per gli interessati, il termine “data subject”, ma “PII principal”.

Dopo il brevissimo capitolo dedicato alle abbreviazioni, il capitolo 4 presenta lo “schema di riferimento sulla privacy” vero e proprio. Prima descrive gli attori (principals, controllers, processors e third parties), poi le loro interazioni e prosegue fornendo indicazioni sulle caratteristiche dei dati personali e sui principi per la loro protezione.

L’ultimo capitolo, il 5, presenta i “privacy principles”, divisi in 11 sezioni:

  • consenso e scelta;
  • legittimità e specifica delle finalità;
  • limitazione della raccolta;
  • minimizzazione dei dati;
  • uso, conservazione e limiti alla comunicazione;
  • accuratezza e qualità;
  • apertura, trasparenza e informativa;
  • partecipazione e accessi da parte degli individui;
  • responsabilità;
  • sicurezza;
  • conformità.

Altre norme internazionali (come le già citate ISO/IEC 29151 e ISO/IEC 27018 e la futura ISO/IEC 27552) usano gli 11 principi per raggruppare i controlli privacy.

Dal 2011 ad oggi i principi sono ancora validi, ma oggi, dopo la pubblicazione nel 2016 del GDPR, se ne vedono alcune carenze. Per esempio: non si parla di privacy-by-default (ma si parla già di privacy-by-design) e si dà maggiore importanza al consenso (presentato come parte del primo principio) rispetto alla legittimità (presentata come parte del secondo principio). Inoltre, l’uso dello standard in situazioni pratiche evidenzia alcune ridondanze.

Le correzioni del 2018

Le correzioni del 2018 sono molto poche e infatti sono raccolte in 4 pagine.

Alcune correzioni sono di tipo terminologico (per esempio si preferisce usare “questo documento” al posto di “questo standard internazionale”; è stata eliminata la definizione di “identificare”; è stata corretta la circolarità delle definizioni di PII e PII principal). Interessante il fatto che la ISO/IEC 29100 vede come sinonimi “privacy impact assessment” e “privacy risk assessment”.

Ulteriori correzioni sono state apportate per allineare il restante del testo alle definizioni aggiornate o per togliere potenziali ambiguità nelle traduzioni in alcune lingue.

Le correzioni sono quindi di bassissimo impatto.

Ulteriori considerazioni

La ISO/IEC 29100 potrebbe essere aggiornata in modo più ampio, ma questo avrebbe eccessivi impatti su altre norme che si basano su di essa. La scelta di correggere il testo è quindi condivisibile.

Discutibile invece è il fatto che la ISO/IEC 29100:2011 è disponibile gratuitamente (http://standards.iso.org/ittf/PubliclyAvailableStandards/), mentre la correzione è a pagamento, anche se modesto (https://www.iso.org/standard/73722.html).

 

A cura di: Cesare Gallotti

 

Lavora dal 1999 nel campo della sicurezza delle informazioni, della qualità e della gestione dei servizi IT.

Ha condotto progetti di consulenza per la pubblica amministrazione e per il settore privato. Opera, sia in Italia che all’estero, come Lead Auditor ISO/IEC 27001, ISO 9001, ISO/IEC 200000 e ISO 22301. Ha progettato ed erogato corsi di Quality Assurance e di certificazione Lead Auditor ISO/IEC 27001 e ITIL Foundation.

Tra gli attestati si segnalano: le certificazioni AICQ SICEV Lead Auditor ISO/IEC 27001, IRCA Lead Auditor 9001, CISA, ITIL Expert e CBCI, la qualifica come Lead Auditor ISO/IEC 20000 e il perfezionamento postlaurea in “Computer Forensics e investigazioni digitali”.

E’ capodelegazione del WG1 del comitato italiano ISO/IEC SC27 in UNINFO.

Ha pubblicato il libro, aggiornato nel 2017, “Sicurezza delle informazioni: valutazione del rischio; i sistemi di gestione; la norma ISO/IEC 27001:2013”.

Cura la pubblicazione, dal 2008, della newsletter “IT Service management news” (http://www.cesaregallotti.it/Newsletter.html).

Web: www.cesaregallotti.it; Blog: blog.cesaregallotti.it

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