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Data Management: La sanità italiana è pronta a questa svolta? Un sondaggio dà il via alla ricerca

20 domande per capire a che punto siamo e cosa serve per migliorare. Sham e Università di Torino lanciano l’indagine conoscitiva “Capire il rischio cyber: il nuovo orizzonte in sanità” che ha già ricevuto il patrocinio di cinque attori autorevoli nell’ambito della sanità e del risk management. “Quella che proponiamo è una call-to-action alle strutture sanitarie, nostre associate  e non  – annuncia il direttore esecutivo della Mutua Roberto Ravinale -. Un invito ad essere partecipi di una visione e di un processo congiunto. È necessario avere  informazioni affidabili per prepararci al nuovo”.

Già mesi fa l’App per il tracciamento del COVID-19 nel Regno Unito aveva raggiunto tra i 3 e i 4 milioni di utenti. La App Immuni in Italia ha superato i due milioni. “L’ingresso massiccio dei dati in ogni ambito sanitario è ormai inconfutabile e sono poche le realtà in Italia o in Europa realmente pronte a gestirlo – avverte Roberto Ravinale che annuncia il lancio, assieme al Dipartimento di Management dell’Università di Torino di una indagine conoscitiva aperta a tutto il panorama sanitario in Italia. Lo scopo è conoscere il livello di preparazione della Sanità italiana relativamente alla raccolta, all’impiego e alla conservazione dei dati sanitari.

“L’evoluzione sanitaria in ambito data management è in atto e si rende necessaria la rapida definizione di un framework per la sicurezza e l’impiego dei dati sanitari. Questa straordinaria fonte di informazioni può contribuire sensibilmente alla cura e alla prevenzione, ma è opportuno venga impiegata in modo omogeneo e sicuro su tutto il territorio nazionale; sicuro sia per i cittadini che per le realtà sanitarie che raccolgono, conservano e impiegano per la ricerca e per la cura i dati in questione. Dubbi sulla responsabilità civile, aree grigie nei protocolli o negli scambi tra attori sanitari e uno sviluppo dell’innovazione a macchia di leopardo sono una grave perdita di opportunità. Per evitarlo, per capire come adattarsi al cambiamento, è necessario un quadro oggettivo all’interno del quale muoversi”.

La ricerca “Capire il rischio cyber: il nuovo orizzonte in sanità” che si propone di fornirlo nasce in seno alla Borsa di studio istituita presso il Dipartimento di management sostenuta dalla Mutua Sham, e ha già ricevuto il patrocinio di autorevoli punti di riferimento nell’ambito della sanità e, nello specifico, del risk management sanitario[1]. Lo strumento scelto è un questionario digitale che prevede non più di 20 domande.

Gli esiti del questionario verranno poi restituiti in un white paper che illustrerà la sintesi integrata dei dati.

L’obiettivo della ricerca è avere una visione rappresentativa ed estremamente accessibile agli addetti ai lavori ma che consenta di valutare la preparazione del panorama sanitario.

Spiega Ravinale: “Vogliamo capire quale sia il grado di sensibilità in termini di gestione dei big data in ambito sanitario, quali siano le competenze sviluppate, quali le figure professionali assunte per cyber security; quali eventi avversi si siano verificati e quali precauzioni siano state prese per migliorare le difese”.

Informazioni affidabili da mettere al servizio di tutto l’orizzonte sanitario per prepararci al cambiamento, questo il nostro obiettivo –  conclude Ravinale.- Per questo lanciamo un appello agli stakeholder del panorama sanitario”. Vi invitiamo a divenire attori, ad impegnarvi in un processo partecipativo con una visione: sviluppare assieme le migliori soluzioni basate sull’evidenza e farle divenire best practice nazionali”.

Per partecipare alla ricerca clicca sul seguente link.

 

[1] In ordine alfabetico:  Associazione Nazionale dei Medici delle Direzioni Ospedaliere (ANMDO); Associazione Religiosa Istituti Socio Sanitari ( ARIS);   Consorzio universitario per l’ingegneria nelle assicurazioni (CINEAS); Federsanità – ANCI; la Società Italiana Rischio Clinico (SIRiC).

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