Ho sempre pensato che le regole debbano essere uno strumento di equilibrio e non di sopraffazione delle libertà altrui. Tuttavia la storia ci insegna che gli eccessi di libertà confinano con l’intolleranza, come l’eccesso di leggi confinano con l’autoritarismo.

Un aforisma attribuito a Voltaire recita: “La mia libertà finisce dove inizia la tua”, e ancora più famosa: “Non sono d’accordo con quello che dite, ma mi batterò fino alla morte affinché possiate dirlo”. Frasi che esprimevano un concetto di tolleranza. Tolleranza sempre più in crisi nella nostra epoca dove vale il principio del più forte, e il denaro, quale strumento del più forte, è sempre più l’unico strumento regolatore del mercato e delle condizioni di vita delle persone.

In un mondo dove le diseguaglianze sociali sono in netto aumento, è il denaro a determinare quanto vale la libertà di una persona, quale istruzione può permettersi, quale assistenza sanitaria può ricevere, in quale luogo può vivere o sopravvivere. E tutto ciò in netta antitesi con il concetto di civiltà dove non è il denaro lo strumento regolatore ma le regole condivise, nella fattispecie le leggi.

Quindi quando pensiamo alle regole non dobbiamo pensare ad uno strumento di oppressione, come non pensiamo sia uno strumento di oppressione quando stabiliamo delle regole per i nostri figli, anzi, pensiamo sia educativo perché così facendo cresciamo dei buoni figli e dei futuri cittadini liberi e responsabili. Allora possiamo affermare che non c’è libertà senza responsabilità, come non c’è civiltà senza libertà responsabili. Di conseguenza si può dedurre quindi che non c’è libertà in rete senza la Net Neutrality quale strumento giuridico di regolamentazione.

Cos’è la ‘NET NEUTRALITY’

La Net Neutrality come principio giuridico a tutela della neutralità della rete è nato in Europa e normato con il regolamento europeo 2015/2120 applicato in via definitiva anche in Italia con la supervisione di AGCOM. Negli USA, invece, è stata normato con legge federale nel 2015 sotto la presidenza di Obama e controllata dalla Federal Communications Commission (FCC).

Nella fattispecie, la ‘Net Neutrality’ o “neutralità della rete” è un principio giuridico, riferito alle reti residenziali a banda larga che forniscono accesso a internet, dove il traffico delle informazioni, quali messaggi, video, foto, file musicali o accesso a pagine private o istituzionali, usufruiscono della stessa velocità di rete.

In particolare, allo stato attuale, a nessun fornitore di servizi come Spotify, Youtube e Netflix può essere garantita una velocità maggiore per arrivare all’utente finale. Infatti internet è nata con principi democratici legati all’originalità delle idee e dei contenuti, e non come idea di business.

Stato attuale della ‘NET NEUTRALITY’

Sulla ‘Net Neutrality’ abbiamo due punti di vista diversi: il primo, che potremmo definire di civiltà, è il luogo delle idee e dei contenuti in un’ottica di condivisione dei saperi e senza privilegi sul vettore di rete, ed è quello che ha portato poi ad una regolamentazione di internet; il secondo, invece, ha come obbiettivo primario il luogo dove fare business in un ambito di globalizzazione, ed è quello che ha portato il 14 dicembre 2017 alla decisione dell’autority statunitense, FCC, di liberalizzare il mercato dei servizi di rete: velocità della rete direttamente proporzionale alla quantità di denaro che si è disposti a spendere. In altri termini, per semplificare il concetto, possiamo paragonare la liberalizzazione dei servizi di rete ad un’autostrada con corsie preferenziali ad alta velocità, che avranno un costo maggiore, e ad una corsia lenta che avrà costi minori e servizi scadenti.

In particolare, i grandi provider americani, fornitori delle connessioni internet (essenzialmente Verizon, ComCast ed At&T) non dovranno più rispettare l’obbligo di non discriminazione, come previsto dalla ‘Net neutrality’, rispetto al contenuto della loro fornitura. In altri termini, l’offerta di pacchetti riguardanti la sola navigazione vengono superati da offerte diversificate legate a quali contenuti gli utenti possono avere accesso e a quali velocità possono navigare. Ed è chiaro a questo punto chi deve guadagnare e chi deve pagare: i fornitori di vettori come Verizon, ComCast ed AT&T guadagneranno e i fornitori di contenuti come i social, youtube e Netflix dovranno sborsare più soldi per offrire i loro servizi su linee a velocità adeguate.

Ovviamente i costi di quest’ultimi si riverseranno sugli utenti ricchi e poveri, ma è ai primi che toccherà il privilegio di avere servizi con buona velocità di traffico, agli altri toccherà avere servizi su linee lente e affollate. Ora qualcuno potrà anche obbiettare che si può anche fare a meno del sollazzo destinato solo ai ricchi e benestanti, tuttavia, le ripercussioni di queste diseguaglianze possono avere serie conseguenze sociali.

Regole e Sicurezza

Per meglio comprendere l’importanza della ‘Net Neutrality’, occorre sapere cosa sono le regole e cos’è la sicurezza. In qualsiasi campo, dall’economia al sociale e alla scienza, le regole servono a prevenire errori, eventi non desiderati per la buona riuscita di un obbiettivo o di un progetto. Applichiamo tuttavia regole anche quando sviluppiamo un algoritmo o scriviamo un codice per un software di sicurezza.

Sono altresì sinonimo di regole: norma, legge, dettame, principio, precetto, direttiva, metodo, metodologia, regolamento, prammatica disciplina, ordinamento, statuto, normativa, regolamentazione e sono contrari invece: irregolarità, eccezione, indisciplina, disordine e improvvisazione.

Non è un caso, quindi, che regole e sicurezza, non eccedenti, siano presupposti l’uno dell’altra. E che ogni buona regola, venga spesso sovvertita, ce lo ricorda anche Umberto Eco che da buon semiologo nel suo romanzo capolavoro il “Nome della rosa” ci invita a leggere i segni del cambiamento quando in occasione della partenza dall’abbazia Guglielmo da Baskerville rivolge queste parole al giovane Adso da Melk: “Tu hai vissuto in questi giorni, povero ragazzo, una serie di avvenimenti in cui ogni retta regola sembrava essersi sciolta. Ma l’anticristo può nascere dalla stessa pietà, dall’eccessivo amor di Dio o della verità, come l’eretico nasce dal santo e l’indemoniato dal veggente; e la verità si manifesta a tratti anche negli errori del mondo, cosicché dobbiamo decifrarne i segni, anche là dove ci appaiono oscuri e intessuti di una volontà del tutto intesa al male”

Tuttavia la scelta statunitense sull’annullamento della ‘Net Neutrality’ ha tutti i segni dell’aumento delle diseguaglianze sociali e il sovvertimento di buone regole mette in evidenza problemi di sicurezza sociale e un futuro incerto per quella che doveva essere la rete di tutti. D’ora in avanti molti cittadini americani saranno penalizzati da scelte che metteranno in discussione lo sviluppo di quella economia basata sull’internet delle cose (IoT) in cui un vettore potrà avere costi proibitivi per chi fa ricerca e sviluppo. E costi proibitivi si ripercuoteranno anche in quei settori applicativi ormai così diffusi della telemedicina e della logistica.

Riguardo la situazione europea e quella italiana in particolare, la ‘Net Neutrality’ al momento resiste nonostante la pressione delle lobby delle telecomunicazioni. Tuttavia la ‘Net neutrality’ è un tema di pertinenza politica, prima che tecnica. Infatti in Europa viene legiferato da organismi politici, e cioè dal Parlamento Europeo e dal Consiglio, non dalla Commissione, che è organo puramente tecnico e il cui ruolo principale è quello di revisore. Negli USA al contrario, la questione è stata demandata ad un organo tecnico, la FCC, che l’ha decisa con una stretta maggioranza dei suoi membri: 3 a 2. Tuttavia una flebile speranza anima il ricorso dei procuratori di 23 stati americani il cui responso è atteso per il 23 aprile.

Bibliografia

  • Agrillo, A., (2015), Net Neutrality: Una rete senza discriminazioni, Torino, MiT Press;
  • Fachechi, A., (2015), Net Neutrality e discriminazioni arbitrarie. Edizioni Scientifiche Italiane
  • Orofino, M., Federalismi.it (2016) La declinazione della net-neutrality nel Regolamento europeo 2015/2120. Un primo passo per garantire un’internet aperta?
  • Cencetti C., (2014), Cybersecurity: Unione europea e Italia: Prospettive a confronto, Roma, Ed. Nuova Cultura

A cura di: Agostino Agrillo

Agostino Agrillo

Computer scientist and Historian of Scienze

Agostino Agrillo: Computer scientist and Historian of Scienze. E’ consulente di Sistemi Informativi e Cyber-Security per la pubblica amministrazione, docente a contratto presso varie Università europee e divulgatore scientifico presso istituzioni culturali e scientifiche. E’ Presidente del Museum Instrumentorum calculi di Torino e membro di comitati tecnico scientifici di diverse istituzioni culturali. Dal 2014 è direttore scientifico del Mit MediaLab Research Torino. Inoltre presiede il premio “Fibonacci” che ogni anno viene assegnato al miglior informatico professionista. Ha pubblicato sei libri e oltre 40 pubblicazioni "peer-reviewed".

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