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PA e digitalizzazione – la Strategia MID 2025 per l’Italia che verrà

Premessa

Stiamo vivendo il periodo a più alto tasso d’innovazione della storia dell’umanità, in un contesto dove tecnologia e progressi scientifici, frutto dell’attuale IV° rivoluzione industriale, offrono opportunità mai viste prima.

La nostra epoca è altamente sfidante ma anche estremamente complessa.

Proprio le nuove tecnologie, associate a nuovi scenari internazionali e trend geopolitici, alla globalizzazione e alla diffusa velocità di processo, invadono infatti prepotentemente ogni settore della nostra vita (istruzione, politica, produzione, previdenza sociale, sfera professionale e privata) imponendo capacità di adeguamento molto rapide.

Per cogliere le sfide futuribili della società contemporanea il MID – Ministero dell’Innovazione Digitale propone quindi un intervento guida (i.e. “Strategia 2025 per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del paese [1]) che, poggiando su una visione comune, preannuncia azioni volte a una profonda trasformazione digitale del Paese, organizzando processi in modo interconnesso; per un cambiamento strutturale ad ampio raggio.

Nei prossimi 5 anni assisteremo cioè a un progresso socio-economico accelerato sul piano digitale, senza precedenti, che richiederà nuova formazione per nuovi lavori e nuove competenze.

Il programma del MID è articolato su tre macro temi, cui corrispondono collegati obiettivi ed azioni; poggia sul coinvolgimento attivo e collaborativo di tutti i principali stakeholdes della società contemporanea: Istituzioni, Aziende private, Pubbliche Amministrazioni (PA) e cittadinanza; e si articolerà per stati di avanzamento.

1. Presupposti di fattibilità del piano di sviluppo digitale

La Strategia MID 2025 origina dagli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite ed è volta a cogliere 3 sfide principali:

  1. digitalizzazione della società;
  2. innovazione del Paese;
  3. sviluppo etico e sostenibile.

A ciascuna sfida sono associati tre obiettivi specifici, oltre a 21 azioni previste per realizzarli, all’interno di un unico ampio piano operativo, la cui fattibilità poggia:

a) sulla previsione di aggiornamento periodico della strategia (di norma ogni 4 mesi);
b) sul fatto che la strategia sia “partecipativa” (sarà inserita sulla piattaforma “PARTECIPA” della PA per dare a chiunque la possibilità di contribuire con un progetto/ una iniziativa);
c) sull’utilizzabilità di specifici fondi (i.e. fondi per l’innovazione da manovra di bilancio; fondi non ancora impegnati, da programmi nazionali e UE es. PON, PON gov, Fondi di coesione; fondi già disponibili o di nuova programmazione per il tramite del Dipartimento della funzione pubblica).

La visione sottesa alla strategia MID 2025 è presto detta: innovazione e digitalizzazione come parte di una riforma strutturale dello Stato, che promuova più democrazia, uguaglianza, etica, giustizia ed inclusione, generando al contempo una crescita sostenibile nel rispetto dell’essere umano e del pianeta.

2. Le 3 sfide al 2025

2.1.  SFIDA 1: Società digitale

Cittadini e imprese devono poter fruire a livello capillare di servizi pubblici digitali efficienti, in modo semplice e sistemico. Il tutto anche a fini di impulso per la trasformazione digitale del settore privato.

Si punterà quindi sulla radicale digitalizzazione del settore pubblico, mediante la realizzazione di migliori infrastrutture digitali, la valorizzazione dei dati e la creazione delle competenze digitali necessarie, nel rispetto dei seguenti step:

I) accelerazione digitale e ridisegno dei processi di gestione ed erogazione dei servizi pubblici;
II) aumento delle competenze della PA e collaborazione con PMI e start up innovative;
III) dismissione di tecnologie non ancora mature e/o diversamente superate;
IV) monitoraggio dei risultati.

I 3 OBIETTIVI ASSOCIATI ALLA SFIDA 1
Cittadini e imprese accedono on line ai servizi della PA

Occorreranno piattaforme abilitanti, nuove infrastrutture e risorse (cloud), promozione di modelli virtuosi ed introduzione di nuovi servizi digitali.

PA volano della digitalizzazione del privato

Occorreranno una efficace integrazione dei servizi pubblici con quelli privati, il miglioramento del    procurement e l’attuazione di politiche di open innovation.

Patrimonio informativo pubblico; utilizzo e condivisione dei dati incentivati da parte di PA e privati

Occorrerà valorizzare il patrimonio di open data della PA per permettere efficienza e trasparenza nei servizi attuali, svilupparne di nuovi ed attrarre nuove realtà   imprenditoriali.

2.2. SFIDA 2: Paese innovativo

Occorrono cambiamenti strutturali per sviluppare l’innovazione del Paese con progettazione ed applicazione di nuove tecnologie nel tessuto produttivo italiano e crescita di prioritari settori merceologici (robotica; mobilità del futuro; IA; cyber security).

I principi guida sottesi alla strategia 2 sono:

I) collaborare con le diverse realtà locali, territoriali, nazionali e internazionali rispettando le caratteristiche peculiari del territorio;
II) organizzare azioni di innovazione in modo interconnesso;
III) diminuire la polarizzazione tra aziende e attori che utilizzano il digitale e attori che non hanno ancora iniziato la trasformazione.

I 3 OBIETTIVI ASSOCIATI ALLA SFIDA 2
Cambiamenti strutturali per agevolare ed accelerare l’innovazione dell’ecosistema nei settori verticali del made in Italy (manifatturiero, food, turismo, moda, design, sociale, digital humanities), dell’industria tech (IA, cybersecurity, robotica, mobilità del futuro), dei processi c.d. di “cross fertilization” (settori diversi la cui sinergia aumenta l’innovazione)

Occorreranno la possibilità di sperimentare in deroga, l’accesso ad assets innovativi, la nascita ed il sostegno a servizi utili alla crescita e sviluppo dell’innovazione, incentivi alla creazione di ecosistemi di innovazione che aiutino la contaminazione (hub), la formazione ad hoc per start up e società di venture capital.

Città e territori con potenziale innovativo aumentato

Occorrerà un supporto mirato alle PA locali e dei piccoli borghi per permettere di aumentare il potenziale innovativo ed applicare le nuove tecnologie alle esigenze di comunità e territori.

Italia con infrastrutture tecnologiche capillari, affidabili, innovative e green

Occorrerà realizzare una infrastruttura fisica affidabile, sicura e capillare fatta di fibra, strumenti cloud, tecnologie innovative (5G), anche con reingegnerizzazione delle infrastrutture digitali, uso di data center centralizzati, drastica riduzione del consumo energetico, utilizzo di fonti energetiche alternative.

2.3. SFIDA 3: Sviluppo inclusivo e sostenibile

La sfida industriale presuppone e dipende anche dalla sfida umana.

Richiede di lavorare per l’innovazione etica, inclusiva, trasparente e sostenibile, per il benessere aumentato della società.

I principi si cui si fonda la strategia 3 sono:

I) pari opportunità, nella partecipazione attiva alla società digitale e tecnologica;
II) garanzia di trasparenza, etica e positivo impatto sociale del processo digital;
III) tutela della sostenibilità economica ambientale e sociale di ogni innovazione.

I 3 OBIETTIVI ASSOCIATI ALLA SFIDA 3
Capacità digitali rafforzate delle persone

Occorrerà un aumento delle capacità digitali dei cittadini, così che si possano sfruttare al meglio nuovi servizi digitali pubblici e privati; favorendo la partecipazione attiva del singolo alla creazione di una società digitale e democratica.

Garanzia di sviluppo tecnologico etico, responsabile e non discriminatorio

 Compete allo Stato di governare l’uso delle tecnologie e di promuoverne la diffusione; massimizzando i benefici collettivi e minimizzando impatti negativi, tramite la ricerca di eticità, responsabilità e non discriminatorietà delle soluzioni tecnologiche (in particolare quanto all’IA).

Cittadini formati per accedere a lavori del futuro

Occorrerà implementare la formazione continua trasformando il mondo del lavoro con competenze innovative degli studenti e futuri  lavoratori ed anche mediante reskilling dei lavoratori attuali.

3. Il Quadro delle azioni del Piano strategico

Per trasformare il Paese occorrono strategia, obiettivi e collegate azioni.

Strategia MID 2025 ne contempla come detto 21, o meglio 20, lasciando aperta, a chiunque lo desideri, la possibilità di fornire il proprio contributo partecipativo, formulando proposte per la ventunesima azione da mettere a Piano.

Di seguito il quadro di sintesi di “cosa e come” il MID si propone di fare.

Il quadro delle azioni coordinate
Governance centrale per l’innovazione digitale
COSA: Occorre un coordinamento delle idee tra Stakeholdes pubblici e privati, fare gioco di squadra, unire forze e risorse. COME: Il MID istituirà e presiederà una cabina di regia per la digitalizzazione della PA e l’innovazione del Paese, con partecipazione di tutti i Ministeri ed invito quali osservatori, di rappresentanti di enti ed amministrazioni pubbliche.

Sarà altresì istituito uno specifico Comitato tematico, cui potranno partecipare i rappresentati delle associazioni di categoria degli Stakeholders privati (settore ITC e altri più rappresentativi).

Si costituirà un Tavolo di lavoro con Regioni e città.

Identità digitale (reloaded)
COSA: Ogni cittadino deve disporre di una identità digitale; unica, gratuita e user friendly. Che gli permetta di identificarsi in modo sicuro e di accedere a tutti i servizi digitali pubblici e privati, in Italia e nell’UE. COME: Sarà modificata la disciplina vigente, per permettere il rilascio delle identità digitali direttamente allo Stato (con coordinamento pubblico di  tale identità con quella della carta di identità elettronica per realizzare una unica identità digitale ed analogica, per finalità diverse) e gestione ad una rete di soggetti dotati di elevati standard di affidabilità organizzativa e tecnologica.
Domicilio digitale per tutti
COSA:Il domicilio digitale che sostituirà nell’operatività quello fisico, consentirà ad ogni cittadino di ricevere corrispondenza con valore legale, in digitale e – in prospettiva- di consultarla tramite “IO”, l’app dei servizi pubblici. COME: Verrà istituito il “Registro dei domicili digitali dei cittadini” di Infocamere, con la gestione della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il tramite dell’Agenzia per l’Ttalia Digitale. Nelle comunicazioni tra cittadini e tra cittadini ed imprese, tutti potranno eleggere il proprio domicilio digitale presso un indirizzo di recapito certificato della corrispondenza.
“IO” – Servizi pubblici mediante app
COSA: A livello capillare nazionale sarà resa fruibile una app che consentirà di realizzare servizi e di interagire con la PA in modo digitalizzato. COME: Si trasformerà il rapporto cittadino – PA.

Con una unica interfaccia si accederà a tutti i servizi pubblici da smartphone, dopo essersi identificati digitalmente. Tramite l’app tutti potranno accedere a procedimenti personali di interesse, ivi compresi quelli riguardanti le proprie aziende.

In prospettiva, si accederà anche a servizi di pubblica utilità forniti da privati.

Ristrutturazione digitale
COSA: “Designers Italia” offrirà alle PA strumenti e linee guida per progettare siti e servizi on line in modo efficace sulla base delle reali esigenze dei cittadini. COME: “Ristrutturazione digitale” sarà il programma a cui aderiranno soggetti privati “sponsor” di iniziative di rifacimento di siti e di servizi digitali sul (il tutto sul modello di programmi già adottati per rinnovare edifici e monumenti storici, in cambio di visibilità).
PA – Open innovation 
COSA: Il “Progetto PA – Porte Aperte all’innovazione” intende promuovere l’open innovation  dell’amministrazione italiana, anche con coinvolgimento di start up innovative. COME: Ogni anno saranno selezionati 10 servizi pubblici di interesse nazionale, con invito delle PA centrali e locali a candidarsi (con idee di progetto di digitalizzazione o trasformazione di un servizio in modalità open innovation, secondo requisiti predefiniti) nello sviluppo di uno di questi, con modalità open.

Il tutto con il coinvolgimento di team ministeriali specializzati nella gestione e nel coordinamento di progetto open e con un contributo pari al 50% del budget di progetto.

Procurement semplificato
COSA: Si dovrà riformare il settore degli appalti pubblici di servizi, in chiave moderna. COME: Verrà introdotto un meccanismo di deroga al vigente Codice degli appalti per i servizi digitali, per dare la possibilità alla PA di acquisire in modo più semplice e veloce soluzioni tecnologiche e prodotti e servizi digitali.
IA al servizio dello Stato
COSA: IA e Big data applicati a procedimenti amministrativi ed alla giustizia devono poter guidare i Decision Makers pubblici in modo più efficace e meno discrezionale; ciò nel rispetto della moderna applicazione dei principi costituzionali che vogliono una PA efficiente ed un processo giusto, trasparente e breve. COME: Verrà promosso l’utilizzo dell’ IA nella gestione dei procedimenti amministrativi dei servizi e nel mondo giustizia.

Con i Ministeri competenti le soluzioni di IA saranno supportate da principi etici e giuridici di cui allo “Statuto etico e giuridico dell’IA” predisposto dall’AI Ethical Lab- el”.

Dati per le città del futuro
COSA: Migliaia di fornitori di servizi pubblici diversi operano nelle città e raccolgono quantità enormi di dati eterogenei e preziosi che costituiscono un patrimonio di inestimabile valore per i Decision Makers pubblici chiamati a sviluppare nuovi servizi, attività imprenditoriali, soluzioni innovative. Occorre gestire ed avere accesso a questi numerosi dati. COME: Sarà istituito un accordo quadro per la condivisione dei dati diversi da quelli personali generali e raccolti in occasione della fornitura di servizi pubblici in regime di concessione o analoghi, da parte dei fornitori pubblici e privati; così da arrivare a creare un vero e proprio “patrimonio informativo pubblico” centralizzato.
Borghi del futuro
COSA: E’ necessario portare l’innovazione anche in piccoli centri. L’idea è di trasformare 10 borghi italiani in 3 anni in autentici “borghi del futuro”, in cui concentrare tutte le tecnologie emergenti disponibili, facendone luoghi da mettere in mostra e valutare l’impatto dell’innovazione sulla società; al contempo amplificandone il potenzialità di attrattività turistica. COME: Occorrerà innanzitutto progettare “Il borgo del futuro”.

I Ministeri coinvolti dovranno definire requisiti comuni a tutti i borghi e requisiti specifici così da contraddistinguere un borgo dall’altro. Molta attenzione verrà data alla sostenibilità ambientale ed alla ciclular economy.

Mediante appositi bandi, verranno selezionati i borghi per partecipare al progetto digitale.

Innovazione bene comune
COSA:  Occorre mettere a fattor comune sia all’interno nel Paese sia verso altri Paesi gli assets strategici dell’innovazione digitale. COME: Sarà istituita una piattaforma negoziale e tecnologica per garantire la circolazione delle informazioni concernenti l’esistenza e la disponibilità di grandi assets innovativi italiani ed esteri e facilitarne la condivisione e fruizione.
Diritto ad innovare
COSA: La sperimentazione di iniziative imprenditoriali innovative è impedita o rallentata da norme, divieti o processi burocratici complessi (l’indice 2019 della BANCA MONDIALE colloca l’ITALIA al 51° posto tra i Paesi dove e più facile fare impresa); occorrerà consentire la sperimentazione di innovazione di frontiera, disapplicando temporaneamente – in presenza di requisiti predefiniti – le norme vigenti ove necessario. COME: Una nuova disposizione di legge riconoscerà a start up ed imprese con idee innovative, il diritto ad innovare, derogando a regole che imbrigliano il futuro, in scelte tecnologiche o modelli di business del passato.

Il Ministero per l’innovazione – sentite le altre amministrazioni – valuterà innovatività, fattibilità, finalità, risultati attesi, condizioni per il successo, sostenibilità dell’impatto su società/mercati, ed eventualmente accorderà il diritto ad innovare in deroga.

Made.it – idea dell’impresa innovativa
COSA: Aiutare gli innovatori a trasformare le idee in imprese è anche compito dello Stato.

“Made.it” sarà il progetto di accompagnamento e comunicazione per start up tecnologiche nazionali nei campi IA, cybersecurity, robotica, mobilità autonoma.

COME: Una collaborazione inter ministeriale porterà ad un programma strutturale e ad un brand aggregante tutte le misure esistenti e nuove per lo sviluppo delle tecnologie innovative in Italia (verrà lanciato il brand del settore tech made in Italy “Made.it”, in uno con il programma “Eccellenze del Made.it”; per la selezione annuale di 30 idee innovative da trasformare in altrettante imprese di successo.
Cross – Tech hub Italia
COSA: E’ necessario creare in Italia come in altri Paesi ambienti ad alto potenziale tecnologico ed innovativo. COME: Attraverso partnership del settore pubblico con quello privato ed in coordinamento con Ministeri competenti, Università e centri di ricerca interessati a dare origine ad autentiche eccellenze territoriali, si creeranno hub tecnologici cross industries (per i settori IA, cybersecurity, robotica, mobilità autonoma e sostenibile e altri settori del made in Italy – manifatturiero, turismo, food, moda, design, sociale, digital humanity), nel rispetto  delle eccellenze dei territori e partendo dalle eccellenze già esistenti nel nostro Paese.
Moontransfer Found & Missione Formare
COSA: Occorre invertire l’attuale dato che vede l’Italia impegnata in investimenti in ricerca e sviluppo per solo l’1,3% del PIL (ossia per meno della metà rispetto a quanto fanno i Paesi più innovativi e lontano dall’obiettivo del 3.0% dell’UE).

Il focus sarà puntare su: mobilità, robotica, AI, cybersecurity.

COME: Nei settori di interesse, il Ministero dello Sviluppo Economico istituirà un Fondo di investimento dedicato (60 Milioni di Euro) incardinato in ENEA (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile) che raccoglierà risorse da grandi investitori istituzionali – anche UE-, dal Governo e da grandi imprese. Moontransfer sarà un fondo che mescolerà strumenti di finanza innovativa che vanno dal grant alla equity, al sostegno, alla brevettazione in forma di grant d’onore; quota parte del fondo sarà dedicata all’alta formazione di grandi talenti che guideranno il Paese di domani.
Infrastrutture digitali condivise, sicure, affidabili, green
COSA: Occorre sviluppare le infrastrutture digitali (reti e server su cui viaggiano i servizi) per garantire all’Italia ed all’UE, l’autonomia tecnologica necessaria al controllo dei nostri dati. COME: L’azione si articolerà per step in collaborazione con settore privato e Paesi UE. Si tratterà di: i) favorire l’adozione e lo sviluppo delle tecnologie cloud computing; ii) garantire l’ accesso ad Internet su tutto il territorio nazionale; iii)  promuovere lo sviluppo di infrastrutture digitali del Paese in collaborazione con le iniziative UE e realizzando data center sicuri ed affidabili sul territorio in cui consolidare le infrastrutture digitali per abbattere lo spreco di risorse ed aumentare la sostenibilità ambientale e la sicurezza.
AI ethical LAB –EL
COSA: L’Italia al centro di un vero e proprio “Umanesimo dell’IA”, per un “rinascimento digitale” che vede il Paese protagonista in Europa. Questo il progetto; che si basa anche sulla scelta di mettere l’uomo al centro, impegnandosi per la promozione dell’IA sostenibile sul piano sociale, culturale e democratico. COME: Verrà creata una “Alleanza per l’IA sostenibile”, gestita da apposito Comitato cui saranno invitati a partecipare soggetti pubblici e privati con il compito di elaborare uno “Statuto etico – giuridico dell’IA”, fissando un minimo di principi guida e di regole per la qualificazione di soluzioni di IA destinate al settore pubblico e privato. Si tratterà di una sorta di “certificazione di sostenibilità etico –giuridica” della soluzione innovativa di IA.

Sarà anche resa disponibile in forma gratuita e partecipativa, una piattaforma e –learning , di educazione base all’IA.

Il sabato del futuro
COSA: I giovani sono i lavoratori di domani. Non si può innovare senza prevedere il coinvolgimento delle scuole. COME: Nell’ambito del progetto “Repubblica digitale” con il Ministero per l’Università, la Ricerca Scientifica e Partner privati sarà attivato il programma “Il sabato del futuro”; 10 sabati all’anno saranno dedicati all’aggiornamento di studenti delle superiori nazionali e di loro insegnanti (con coinvolgimento di ricercatori, scienziati delle Università, Enti di ricerca e Aziende tecnologiche) per formarli sui settori emergenti di tecnologia ed innovazione del futuro.
Anziani, tablet e inclusione digitale
COSA: In Italia gli “over 65 “sono quasi 14 milioni (pari al 22% della popolazione).

Di questi circa 1,2 milioni si definiscono isolati, privi di amicizie e reti fuori dalla famiglia (fonte ISTAT); occorre porre rimedio al rischio che gli anziani restino esclusi dalla trasformazione digitale in atto, attraverso un programma di “inclusione digitale” che miri a fornire a questa parte della popolazione – in particolare dei piccoli centri – strumenti, informazioni e competenze del nuovo ecosistema digitale.

COME: Gli anziani che vivono nei Comuni a più alto rischio di digital devide riceveranno un tablet personalizzato con una serie di app forniti da soggetti pubblici e privati per varie utilieities (leggere il giornale, fare la spese, ordinare farmaci, fare chiamate di soccorso, comunicare con la famiglia).

Si creerà un vero e proprio “servizio civile digitale”, con scopi formativi ed educativi mirati sugli anziani.

Repubblica digitale
COSA: I servizi pubblici digitali dovranno essere accessibili a tutti i cittadini. Questo impegno, richiederà di combattere ogni forma di divario digitale, a cominciare da quelli culturali. COME: “Repubblica Digitale” è il progetto che si prefigge di combattere i digital devide e di educare sulle tecnologie del futuro.

Si basa sulla convinzione che azioni di carattere divulgativo, educativo e formativo, siano un “dovere civico” di Stato, imprese e singoli cittadini.

L’obiettivo è di avviare percorsi innovativi di formazione digital su temi specifici (cultura digitale, etica – non discriminazione, tecnologie del futuro nell’aerospaziale, robotica, 5G, IA e cybersecurity) e per fasce diverse della popolazione (cittadini, giovani, studenti).

Note

[1] Per la visione estesa della Strategia si rimanda al sito del MID www.innovazione.gov.it

 

Articolo a cura di Giovanna Raffaella Stumpo

Giovanna Raffaella Stumpo, Avvocato del Foro di Milano, Giornalista pubblicista, collabora con primarie Case editrici e Quotidiani per l’attività redazione specialistica e per discipline strumentali all’esercizio della professione.  Formatore accreditato, in collaborazione con Università, CNF, Consigli dell’Ordine, Scuole di formazione, Associazioni ed Enti per svolge con continuità attività di docenza e di progettazione di corsi nell’ambito della formazione e dell’aggiornamento professionale continuo. Auditor 231/2001 e Valutatore SGQ ISO 9001, è Consulente per il settore dei servizi alle imprese: nella progettazione e sviluppo di SGQ – Sistema Gestione Qualità ISO 9001, SGI – Sistemi Gestione Integrati (Privacy, Qualità, Ambiente e Sicurezza), MOG – Modello Organizzativo Gestionale ex Dl. 231/2001, Reti d’impresa e/o collaborative; nel coaching alle PMI per progetti con finanziamento europeo (www.giovannastumpo.it)

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