Generale Pietro Finocchio – Intervista al Cyber Crime Conference 2014
Generale Pietro Finocchio
Presidente del capitolo di Roma di AFCEA.
Sempre più spesso in un sistema si entra sfruttando una vulnerabilità, ma la scalata dei privilegi e il movimento interno corrono sulle identità, dove le patch non servono. L’ISPM (Identity Security Posture Management) misura e riduce quella superficie: che cos’è, la differenza con l’ITDR, dove si colloca tra le posture e come valutarlo, con i dati del Verizon DBIR 2026.
L’AI-BOM (AI Bill of Materials) porta la logica dell’SBOM ai sistemi di intelligenza artificiale, inventariando modelli, dataset, pesi e provenienza. Che cos’è, che cosa cambia quando il componente è un modello opaco, perché serve la firma dei modelli e perché, da solo, rende la filiera leggibile ma non sicura.
Più strumenti di sicurezza applicativa si aggiungono, meno chiaro è quali difetti contino. L’ASPM (Application Security Posture Management) correla, deduplica e prioritizza i risultati di SAST, DAST e affini: che cos’è, come valutarlo oltre il marketing e perché la categoria è già sotto pressione da CTEM, supply chain e codice generato dall’AI.
Non si può migrare la crittografia che non si sa di avere. Che cos’è un Cryptographic Bill of Materials (CBOM), perché l’Executive Order 14412 e la roadmap UE lo mettono al primo posto della migrazione post-quantum, come abilita la crypto-agility e quali sono i suoi limiti.
Due terzi dei bug nei linguaggi non memory-safe nascono dalla gestione della memoria. Perché C e C++ non sono memory-safe, cosa chiedono CISA e NSA, la lezione di Android (dal 76% a sotto il 20%) e i limiti di Rust.
Il security data lake separa la conservazione dall’analisi dei dati di sicurezza, superando il modello di prezzo a volume del SIEM. Come funziona, la security data pipeline, il consolidamento del mercato e il rischio di un lago senza rilevamento.
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